Praga, arriviamo (più o meno per caso)
Non so bene in quale momento abbiamo deciso di partire per Praga. Forse mentre promettevamo a NonnaP “il prossimo giro andiamo al mare, giuro”, forse mentre guardavamo i voli e ci siamo detti: “Oh, questo costa così poco che ci sposta direttamente nella categoria economica che meritiamo”.
Così eccoci: 3 giorni, bagaglio a mano versione “quello che entra entra”, volo all’alba e rientro in fascia notturna, quando gli occhi chiedono pietà e tu rispondi: “Domani lavoriamo, giusto?”
In teoria basterebbe un maglione natalizio e via, ma la pratica dice che noi riusciamo a creare caos anche con mezzo litro di spazio disponibile. Ogni volta sembra una sfida tra noi e le leggi della fisica. Le leggi perdono.
Nel frattempo Yared vibra come una lucina dell’albero: per lui Praga è sinonimo di Natale intensificato, di cose che brillano, neve forse (che poi se non c’è va benissimo lo stesso, basta che ci siano le luci).
Mesfin… be’, lui è in quella gloriosa età in cui l’unica certezza è che “non gliene frega niente di niente”. Luci? Pff. Viaggio? Mah. Aereo? Uffa.
Eppure lo sorprenderà. Praga sorprende tutti, anche quelli che fingono di no.
E poi c’è NonnaP, che alla fine accetta che non è il mare… però, oh, vuoi mettere le lucine sul Ponte Carlo?
Tre giorni. Respiri veloci. Una città che sembra uscita da un libro che profuma di inverno.
E noi lì dentro, come sempre: un po’ disordinati, un po’ stanchi, ma felicemente in movimento.
Ora fervono i preparativi tra l'incontenibile fame di Yared e l'altrettanto incontenibile "gioia adolescenziale" di Mesfin travasiamo boccette di doccia schiuma e sciroppo per la tosse!
Stay tuned!
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Commenti
Pronti si parte??!
Ah no prima un breve sonnellino e poi… adrenalina a mille e luci che ci attendono! Tante, tante lucine!