Gate 5:19 del mattino, la magia (piovosa) dell’avventura

Pubblicato il 4 dicembre 2025 alle ore 05:39

Buongiorno si fa per dire: sono le 5:19 e siamo già al gate, con quell’aria da “chi ce l’ha fatto fare?” che accompagna tutte le partenze all’alba. La strada per l’aeroporto è stata talmente deserta che, a un certo punto, gli unici esseri viventi avvistati eravamo noi, tre volpi e un cinghiale. Sembrava uscire da un film ambientato nelle campagne scozzesi, non in Lombardia.

Onestamente, l’unica spiegazione plausibile è che stessero rientrando tutti da una serata brava: il cinghiale in particolare aveva proprio la faccia da “non chiedermi nulla”.
Yared, invece, è sveglio, lucidissimo e già in modalità avventuriero ufficiale del gruppo. Gli brillano gli occhi, probabilmente perché immagina già le lucine di Praga e l’atmosfera da favola.

Mesfin… eh. Mesfin è in compagnia del sonno delle 3 del mattino, quello che non perdona e ti trascina giù come sabbie mobili.

Probabilmente ha fatto serata con il cinghiale, altrimenti davvero non si spiega l’espressione.

E poi c’è NonnaP, meraviglia delle meraviglie: armata della sua fascia per la schiena, delle talloniere invertite per garantire una migliore convergenza (che manco in Formula 1), biglietto aereo su WhatsApp perché salvarlo nel Wallet “è troppo impegnativo”, giubbotto modello Gabibbo — che già so comparirà in ogni foto del viaggio, anche in controluce — e mini trolley giallo che si vede a chilometri.

Così attrezzata, si è lanciata verso l’aereo con la grinta di una ventenne in gita, lasciandoci dietro come comparse assonnate del suo film d’azione.

 

L’aeroporto è tutto addobbato: luci, alberi, palline dorate. Sembra l’ambientazione perfetta di una commedia natalizia americana, solo con più sbadigli e meno neve artificiale.

Fuori è ancora buio, dentro ci sono persone accasciate sulle panchine rigide come stoccafissi, mentre noi… beh, noi abbiamo caldo.

 

Sì, forse abbiamo un filo esagerato con l’imbacuccamento: cappelli, sciarpe, strati su strati. Mancava solo la coperta da nonna.

 

Comunque ci siamo: sonno, entusiasmo, caldo, volpi, cinghiali e tutto il pacchetto di un vero viaggio quando posso.

Praga, arriviamo.

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